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Odio
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Lmwcg'mwcwodio è un mwdasentimento umano che si esprime in una forte avversione o una profonda mwdqantipatia. Lo distingue da questi ultimi la volontà di distruggere l'oggetto odiato, e la percezione della sostanziale "giustizia" di questa distruzione: chi odia sente che è giusto, al di là di leggi e imperativi morali, distruggere ciò che odia. Si parla di "oggetto" odiato anche nel caso di odio verso persone, perché queste non vengono considerate propri simili, esseri umani come chi odia, ma appunto oggetti invece che soggetti.
In misura ulteriore rispetto all'innata capacità di provare sentimenti negativi nei confronti di un'altra persona, il termine mwdwodio viene usato in senso figurato per riferirsi alla forma più estrema di rifiuto verso cose o persone.
A differenza dell'mweqamore, l'odio non è necessariamente preceduto dalla volontà d'espressione: può, infatti, essere causato per costrizione, proprio malgrado.
Viene inoltre considerato comunemente in contrapposizione all'amore; di fatto i due sentimenti possono essere accostati per l'intensità e l'impeto. Come sentimento intermezzo tra i due troviamo, privo sia di punti positivi che negativi, l'mwewindifferenza.
Contents
• Note
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Tipologia dell'odio
Esistono diverse forme di odio, alcune tra le più controverse e dibattute sono:
• mwgqMisoginia (odio verso il genere femminile), mwggmisandria (odio verso il genere maschile), mwgwomofobia (odio verso gli mwhaomosessuali), mwhqmisantropia (odio verso la razza umana);
• Odio nei confronti di una mwhwnazione, mwiaideologia, mwiqfede religiosa e mwigrazzismo verso etnie; quando mwiwespresso pubblicamente, ha un effetto divisivo anche nelle società tradizionalmente assai coesecite-ref-1[1].
L'odio secondo Erich Fromm
mwngErich Fromm, nel suo libro mwnwL'arte di amare (mwoaDie Antwort der Liebe), distingue due tipi di odio, l'odio reattivo e l'odio determinato dal carattere. Fromm ritiene che l'umanità sia propensa all'odio anziché all'amore; da qui il fatto che l'uomo riesce più a odiare che ad amare.
Odio reattivo
Questo tipo di odio è, secondo mwowErich Fromm, sempre il risultato di una profonda ferita o di una situazione dolorosa e immutabile di fronte alla quale ci si sente impotenti.
Odio caratteriale
Questo tipo, pur avendo le stesse caratteristiche dell'odio reattivo, riconfigura la struttura caratteriale di colui che odia. L'odio è in questo caso una peculiarità del carattere, a differenza dell'odio reattivo in cui l'odio è espressione del vero sentimento in loro stessi. La differenza principale rispetto all'odio reattivo risiede nella predisposizione di una persona ad odiare, ad essere ostile. Nel caso dell'odio reattivo, è la situazione a generare il sentimento di odio, mentre nell'odio determinato dal carattere l'ostilità della persona viene risvegliata attraverso una situazione. La persona in questo caso mostrerebbe un particolare tipo di soddisfacimento nell'odio, particolarità che non è presente invece nell'odio reattivo.
Il ruolo dell'odio nelle società
Il sentimento di odio svolge un ruolo, spesso fondamentale, nelle dinamiche della formazione dell'"unità" ideologica di un paese. Da sempre una mwqaciviltà, mwqqsocietà, o mwqggruppo di qualsiasi genere e natura, hanno trovato nel nemico comune il "cemento" delle proprie relazioni. Basti guardare come quasi tutte le civiltà abbiano un nemico storico, e di come la percezione di un nemico esterno sia servita a rafforzare la mwqwcoesione sociale di una mwranazione, soprattutto in situazioni di pericolo o guerra.
Secondo mwrgUmberto Eco, sarebbe questa una delle cause della bassa mwrwunità dell'mwsaItalia: l'assenza di una comune civiltà nemica storica.
Odio in rete
L'odio trova spazio anche attraverso i mwswmezzi di comunicazione di massa ma è stata la nascita dei mwtanuovi media, a partire dall'ultimo decennio del mwtqXX secolo, a determinare un decisivo salto di qualità nella possibilità di espressione dell'odio, grazie a strumenti comunicativi molto pervasivi che, attraverso la rete mwtgInternet, garantiscono una continua disponibilità del canale comunicativo (accessibile non solo da computer ma anche tramite terminali di mwtwtelefonia mobile, come mwuatablet e mwuqcellulari). Rispetto ai media tradizionali, lo strumento della rete Internet per l'espressione di odio (una forma espressiva per la quale mwugè stata coniata la locuzione mwuwmwvaIncitamento all'odio) si caratterizza per 4 aspetti che in precedenza erano sconosciuti al mondo della comunicazione di massa:
• "mwvwdisinibizione", incentivata dalla sensazione di mwwaanonimato.
• "Permanenza" nel tempo delle espressioni d'odio depositate nel Web, una caratteristica appena mitigata da interventi di moderazione, rimozione, censura, la cui attuazione, però, è solo eventuale e sporadica, oltre a essere spesso resa inutile dall'intervento di un altro fattore, definibile come "ritorno imprevedibile".
• "Ritorno imprevedibile": è la possibilità che un contenuto rimosso possa ritornare nella rete, o nello stesso posto, o altrove, espresso sotto altro nome.
• "Transnazionalità" dei servizi di rete coinvolti, che causa, da un lato, l'amplificazione della portata dell'odio, mentre, d'altro canto, rende complicatissima la ricerca di meccanismi legali per combattere l'odio, vista la pluralità degli ordinamenti giuridici coinvolti.
Questi fattori hanno portato all'mwxqemergere di un mwxgfenomeno sociale di diffusione di vastissime frange di odio, che si scatenano non solo sui tradizionali temi della mwxwpolitica, della mwyasessualità, del mwyqrazzismo, della mwygreligione, ma su perimetri sempre più allargati e su contesti sempre più variabili e perfino imprevedibili, come quando è sufficiente una frase pronunciata da qualche personaggio in televisione a far scatenare un'ondata di commenti carichi di odio sui mwywsocial network.
Odio nei mass-media
Note
cite-note-11. ↑ mwbq(mwbgmwbwEN) mwcamwcqDivisive political rhetoric a danger to the world, Amnesty says, in mwcgBBC News, 22 febbraio 2017. mwcwURL consultato il 26 luglio 2023.
Bibliografia
• mwdw(DE) Erich Fromm, Die Antwort der Liebe, 2003, ISBN 3-451-05366-7.
• mweqGiovanni Ziccardi, L'odio on line. Violenza verbale e ossessioni in rete, Raffaello Cortina Editore, 2016, ISBN 9788860308061.
Voci correlate
• mwfqAutostima
• mwfwCrimini d'odio
• mwgqDiscriminazione
• mwgwDue minuti d'odio
• mwhqFastidio
• mwhwIra (psicologia)
• mwiqmwigL'odio (film)
• mwjaOdio di sé
• mwjgPettegolezzo
• mwkaRessentiment
• mwkgRisentimento
• mwlaSé (coscienza)
• mwlgVendetta
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Collegamenti esterni